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Set 12, 2020

Crowdfunding: l’unione fa la forza

Giulia Cuzzi
scritto da Giulia Cuzzi
nella categoria Business, comunità, Web

 

 

In una calda serata d’agosto mi sono imbattuta in un simpatico film di Edoardo Leo “Che vuoi che sia” che, tra il serio e il faceto, puntava lo sguardo al mondo del crowdfunding e mi sono accorta di saperne ben poco.

Se anche tu come me brancoli nel buio riguardo a questo tema, seguimi e scopriamone di più insieme.

Il termine deriva dall’unione di “crowd”, folla e “funding” finanziamento  ed è un processo collaborativo di un gruppo di persone che mette insieme il proprio denaro per sostenere le idee di persone e organizzazioni.

 

In altre parole, si tratta di un microfinanziamento dal basso che mobilita persone e risorse. É molto utilizzato per i più svariati scopi: dall’aiuto per le economie in crisi per tragedie di carattere ambientale e umanitario, al sostegno per idee imprenditoriali innovative, passando per la mobilitazione a favore di beni culturali o del giornalismo partecipativo, fino alla solidarietà per la ricerca scientifica. Le campagne di finanziamento collettivo trovano nel web una naturale piazza di incontro in cui è possibile visionare progetti, analizzare la documentazione e scegliere di sostenere con la propria donazione un’idea. Ogni piattaforma decide se adottare uno schema Keep it all (che prevede l’effettivo incasso di quanto raccolto dal progettista anche se l’obiettivo economico prefissato non viene raggiunto) oppure All or nothing (solo al raggiungimento dell’obiettivo di raccolta che si è prefissato il progettista i fondi donati vengono trasferiti al progettista).

Le piattaforme più famose a livello internazionale sono Kickstarter e Indiegogo e permettono ai fundraiser di incontrare un ampio pubblico di potenziali finanziatori.

E in Italia? Eccone alcune dedicate a finalità ben definite:

  • Becrowdy. Riservata a progetti culturali e artistici. Permette ad artisti e promoter di proporre i propri progetti e finanziarli tramite l’aiuto della community.
  • Bookabook. dedicata esclusivamente ai libri, in cui lettori e scrittori possono realizzare e finanziare insieme libri inediti.
  • De Rev. Ospita sia raccolta fondi per startup innovative sia raccolta firme per progetti e iniziative vari.
  • Eppela. dall’arte al no profit, dal cinema all’innovazione sociale, dalla tecnologia alla musica e al fumetto.
  • Ginger. Il nome di questa piattaforma è un acronimo di Gestione Idee Nuove e Geniali in Emilia Romagna. E il nome la dice lunga, perché l’obiettivo è finanziare progetti innovativi a livello territoriale.
  • Kendoo. Dedicata soprattutto a progetti web, news, social media, mobile, e-commerce
  • Schoolraising. Raccoglie i finanziamenti per progetti scolastici che non possono essere realizzati a causa dei tagli ai fondi degli istituti.
  • Triboom. Finanzia progetti sportivi coinvolgendo direttamente i tifosi.

 

Insomma ce n’è per tutti i gusti e per tutte le esigenze. Ma se pensi che il crowdfunding sia un fenomeno moderno nato attorno allo sviluppo del web ti sbagli, perché sono in molti a vederlo come una rivisitazione di fenomeni che hanno radici storiche addirittura nel Settecento e nell’Ottocento quando, giusto per citarne una, la rivista The World, di proprietà di Joseph Pulitzer, lanciò una raccolta di fondi dal basso per finanziare il piedistallo e l’installazione della Statua della Libertà, dopo che il Comitato preposto era riuscito a raccogliere solo 150.000 dei 300.00 dollari necessari. Come a dire, cambiano gli strumenti ma non gli intenti.

E ora, se non l’hai già fatto, guarda il film. Avresti fatto una donazione anche tu?

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