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Lug 10, 2020

Tra crisi e opportunità

Se anche tu come me professi al mondo la tua necessità di trovare obiettivi diversi almeno ogni due settimane, ma poi vai in difficoltà quando non trovi l’ennesimo pantalone nero uguale ad altri venticinque ben ripiegati nel tuo armadio. Se passi pomeriggi a spiegare il tuo bisogno di emozioni nuove ma non sai rinunciare al binomio giovedì-gnocchi. Se appartieni alla schiera di quelli che pretendono di rinnovare il proprio look spuntando appena appena il ciuffo, bè, ammettilo, sei chiaramente in crisi in questo momento.

Ci viene in soccorso niente poco di meno che John Fitzgerald Kennedy con una celebre frase pronunciata durante un discorso tenuto ad Indianapolis nel 1959:

Scritta in cinese la parola crisi è composta di due caratteri: uno rappresenta il pericolo, l’altro rappresenta l’opportunità”.

È la perfetta fotografia del mondo lavorativo ed economico, ma anche personale e sociale, che cerca di risvegliarsi dalla pandemia.

Da dove ripartire e, soprattutto, come?

Per quanto ci professiamo aperti e desiderosi di continue novità, essere minati nelle abitudini consolidate e rassicuranti ci ha destabilizzato e ora procediamo come se ci trovassimo a camminare tra continui getti d’acqua da evitare: da un lato spinti di desiderio di procedere, dall’altro frenati dalla paura di una doccia improvvisa.

Quale voce ascoltare? È un dilemma vecchio come il mondo. Mentre rifletti su quale dei due caratteri vuoi puntare, alcune considerazioni possono affiancarti:

  1.   Crisi vuol dire ripensare. A se stessi, alla propria attività, al proprio stile, ad alcune scelte. Anche il migliore dei professionisti ha sempre dei margini di miglioramento su cui lavorare. Ed è proprio lì che va posizionata la nuova strating line. A volte ripensare chiede automaticamente di definire dei contorni nuovi, è una sconfitta? No, è la più grande delle vittorie: attesta il vivere in continua osmosi con l’ambiente che ci circonda, ergo la nostra umanità che fa e farà sempre la differenza. Focalizza l’attenzione sui tuoi punti di forza, lì troverai lo slancio per il percorso impegnativo che ti attende.
  2.   Ridimensionare. Progetti, idee, budget. È il tempo del local, questo può voler dire cambiare obiettivi o ricalibrarli, ma attenzione! Non si parla di passi indietro, quanto piuttosto di duttilità: in un momento in cui tutti sono meno propensi a spendere inventa pacchetti smart, soluzioni light e vantaggi extra legati alla tua attività. Tutto ciò ti permetterà di raggiungere velocemente due risultati: da un lato i tuoi affari non risulteranno fermi, dall’altro in maniera indiretta contribuirai ad una diffusa sensazione di possibilità che si autoalimenta, fedeli al motto “Se non puoi correre, allora cammina. E se non puoi camminare, allora striscia. Fai ciò che devi fare, però vai avanti e non mollare”.
  3.   Fare rete. Trova la sinergia, ricerca la collaborazione, stringi accordi. Chiudersi non aiuta nessun tipo di affari, è il tempo della condivisione di percorsi che consentono di sostenersi vicendevolmente.

 E quando avverti la stanchezza e stai per cedere alla visione del pericolo, John torna a sussurrarci all’orecchio che:

Il cambiamento è una legge della vita e coloro che si ostinano a guardare sempre solo al passato o si concentrano unicamente sul presente possono essere sicuri di perdersi il futuro.”

Buon nuovo cammino a tutti noi.

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