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Mag 22, 2020

Ototo – tutto suona!

Se ovunque ti trovi il tuo primo pensiero è ci vorrebbe della musica, se dentro di te tutto suona ma tu non hai uno strumento, se hai sempre un sound in testa, bè, non puoi non conoscere Ototo. Che cos’è? È la risposta. Un piccolissimo circuito in grado di creare suoni da qualsiasi cosa a cui è connesso. In giapponese oto significa suono, mentre Ototo fratello più piccoloe, proprio come quando dai la mano ad un piccoletto capisci subito che in realtà è lui che porta a spasso te, così questo congegno ti guiderà nell’esplorazione di infinite possibilità sonore che prima non avresti creduto realizzabili. Nella mia to do list, fare musica viene subito dopo mettermi a dieta e imparare a cucinare il pesce ma, mentre sul raggiungimento di queste ultime continuo ad ondeggiare in un eterno cha cha cha, aver scoperto Ototo mi fa ben sperare che una su tre la riesca a realizzare: senza ore e ore di esercitazioni, senza uno strumento, senza dover aspettare. Partenza immediata perché ha la stessa semplicità delle costruzioni: apri la confezione, guardi, unisci, crei. Davvero? Si, basta connettere un Ototo ad un oggetto qualsiasi che possa fare da conduttore per dare vita al concerto. Anche un cetriolo, una pera, un fiore, una scarpa o una persona. Attraverso gli input analogici si configura e magia! Tutto finalmente suona. Una musica originale e divertente, ma nello stesso tempo di qualità e con la possibilità di giocare con gli effetti perché grazie a dei sensori è possibile controllare la tonalità, il volume e la struttura del suono. E se non trovo un conduttore? Utilizzo la carta stagnola che, sarà per via del colore, richiama l’idea di incantesimo che tutti abbiamo ben chiara in testa e il gioco è fatto. Il prodotto è stato lanciato da una società di creative design londinese, Dentaku, ma a spingermi a guardare più a fondo sono stati loro, il Conciorto, al secolo Biagio Bagini e Gianluigi Carlone. Hanno tentato un’ardua impresa: tenere uniti in un colorato girotondo natura e tecnologia, realtà parecchio distanti. Ma distante non è inconciliabile e, anzi, può dare vita ad una sintesi artistica che stupisce e cosparge con un velo di poesia le verdure dell’orto canterine. Le mie preferite? La canzone della zucchina e il gatto e i peperoni. Divertendo e divertendosi il Conciorto mostra come le possibilità di Ototo, intuitive e immediate, rispondano alle esigenze più disparate: dal puro divertimento in casa a concerti live sorprendenti in cui dialogano ortaggi e innovative idee musicali. Insomma la differenza la fai tu con la tua disponibilità a metterti in gioco. E il gioco, si sa, non ha età.  Pronto per provare?

 

Vedi il workshop Ototo e le verdure sonanti e Ototo for kids

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