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Mag 19, 2020

La prima volta

Giulia Cuzzi
scritto da Giulia Cuzzi
nella categoria Coworkers, Novità, Pillole

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Capita che una volta decidi che non puoi sempre rimandare in attesa del momento giusto, così raccogli energie e figlie e coraggiosamente ti avventuri ad una presentazione di un libro che, no, non è per bambini. Ma oggi è il mio giorno giusto preferito, così mi butto. Andare in un posto che non conosco per di più da sola mi scoccia sempre parecchio, sono timida dentro anche se nessuno ci crede. I seicento metri che separano casa mia da Spazio010 sono ricchi di e se (e se le bambine devono fare pipi, se litigano, se strillano, se qualcuno mi dice che no, non si va agli appuntamenti intellettuali con una miniscorta…). Poi però quando entro qualcosa è diverso, lo sento subito. E’ come se ci fossi sempre stata, mi sento accolta pure se nessuno mi guarda. Le figlie si mimetizzano in fretta (anche loro conquistate?) e io mi lascio addomesticare dal posto e dall’atmosfera. Non sono quella che si abitua subito, no. Gli occhi addosso mi mettono sempre in soggezione, mi viene il dubbio di non avere il vestito giusto o le scarpe adatte. Ho bisogno di tempi lenti e di confidenza che cresce poco a poco, un metro alla volta. Ma qui mi abbandono. Mi approprio del tempo sospeso che mi avvolge. Nessuna fretta, nessun bisogno di scappare. Parole belle riempiono l’aria e io la annuso appagata dal mio angolino in ultima fila. La sensazione è che lo Spazio non voglia contenere le persone, semmai offrirgli l’opportunità di seguire le scintille che sentono dentro di loro. E qualcosa è scattato, si, e io mi sento brillare. Come quando incontri tra la gente un tipo che solo con un incrocio di sguardi ti fa battere il cuore. Come quando trovi sulla tavola il tuo piatto preferito. Come quando ricevi un regalo inaspettato. Come quando trovi un biglietto sulla macchina. Come se fossi nel posto giusto. Sorrido con uno di quei sorrisi che strizzano le guance, non riesco a contenerlo e forse nemmeno voglio, perché me ne vado con una certezza nelle tasche: io ci torno. Non lo so a fare che, ma sono sicura che ci torno. Un posto è quello giusto se quando immagini di entrarci in pantofole non ti senti a disagio. Ecco io qui con le mie crocs fucsia ci starei bene. Ci voglio tornare, lo voglio abitare.

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